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Agricoltori verso la smobilitazione

Agricoltori verso la smobilitazione

Il Governo ha raggiunto la sintesi sulla nuova configurazione dell’Irpef agricola. I trattori di Riscatto agricolo si preparano al rientro

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TARQUINIA – Pronti ritirare i trattori e smobilitare il presidio sulla Nomentana gli agricoltori di Riscatto Agricolo che hanno apprezzato la pubblicazione sul sito del Ministero dell’Agricoltura dell’istituzione di un tavolo tecnico.

Positivo anche l’ennesimo incontro che si è svolto ieri con il ministro Lollobrigida. La svolta è avvenuta in serata, con la maggioranza di Governo che ha raggiunto la sintesi sulla nuova configurazione dell’Irpef agricola, confermando l’esenzione Irpef per i redditi fino a 10mila euro e una riduzione del 50% dell’imposta per quelli tra i 10 e i 15 mila euro.

Dopo una settimana di protesta degli agricoltori e di ipotesi messe sul tavolo, di vertici e controvertici, il centrodestra ha trovato la quadra.

Da parte sua il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida ieri aveva dato rassicurazioni: “Sull’Irpef, insieme ai colleghi Giorgetti e Leo stiamo lavorando a una ulteriore proposta che garantisca, nel modo più rilevante possibile gli imprenditori agricoli. Il sostegno al reddito dei più deboli e l’abbattimento dei costi di produzione, in un quadro di equità, restano la stella polare dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e spero che chiunque, al di là della collocazione parlamentare, abbia a cuore il sistema agricolo. L’emendamento al Milleproroghe non è sufficiente per risolvere il problema. Il Governo sta inoltre lavorando alle verifiche automatiche che scatteranno in presenza di acquisti inferiori al prezzo medio di produzione pubblicato da Ismea. Sosterrò quelle proposte che hanno lo stesso nostro interesse nel tutelare gli imprenditori agricoli, come quella avanzata dal ministro francese Marc Fesneau sul principio di reciprocità per evitare che nella nostra Nazione arrivino merci provenienti da Paesi terzi che non rispettano le stesse regole imposte ai nostri agricoltori».

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