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La freccia scagliata al cuore solitario

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San Valentino: riflessione di un single sulla festa degli innamorati

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Sono qui, seduto alla scrivania, mentre la luce pallida del tramonto filtra attraverso la finestra. È San Valentino, la festa degli innamorati, ma per me è solo un altro giorno nell’anno. Un giorno che mi porta a riflettere su ciò che significa essere single in un mondo che sembra celebrare solo l’amore romantico.

È San Valentino, il giorno in cui il mondo sembra celebrare l’amore, ma per me è solo un’altra giornata come le altre.

O forse no. Forse è diverso perché, in un mondo dominato dall’amore romantico, io sono qui a ribadire la mia convinzione (già ampiamente conosciuta ai miei lettori grazie ai tanti articoli dedicati all’argomento): non credo nell’amore.

Può sembrare strano, lo so. In un’epoca in cui le storie d’amore sono il fulcro di libri, film e canzoni, io sono qui a dichiarare la mia incredulità nell’intera faccenda. Non credo nell’idea romantica dell’anima gemella, né nelle promesse di “vivere felici e contenti”. Per me, l’amore è solo un’illusione, un’idea che ci viene imposta fin da piccoli e che ci costringe a cercare qualcosa che forse non esiste.

Mentre guardo fuori, vedo la città trasformarsi in un mare di rosso e rosa, con le vetrine dei negozi adornate di cuori e gli annunci di cena romantica che invadono le strade. Mi chiedo cosa significhi tutto questo per me, un uomo che non crede nell’amore romantico.

La verità è che non ho mai creduto nell’amore, almeno non nel senso tradizionale. Ho visto troppi rapporti finire in rovina, troppi cuori spezzati per credere che ci sia una sorta di forza magica che unisce due persone per l’eternità. Per me, l’amore è stato sempre più un’illusione che una realtà.

Eppure, nonostante la mia mancanza di fede nell’amore romantico, non posso negare il peso della solitudine in una giornata come questa. È difficile ignorare il fatto che sono solo, che non ho nessuno con cui condividere questo giorno dedicato all’amore. Mi chiedo se ci sia qualcosa di sbagliato in me, se sia colpa mia se non ho trovato quella persona speciale con cui condividere la mia vita.

Ma poi mi fermo e rifletto. San Valentino non deve essere solo la festa degli innamorati. Non deve essere una giornata triste per chi è single. Deve essere una celebrazione dell’amore in tutte le sue forme, compreso l’amore per sé stessi.

Mi alzo dalla scrivania e mi guardo allo specchio. Mi guardo negli occhi e mi chiedo se posso davvero amare me stesso. Mi chiedo se posso accettare i miei difetti, le mie imperfezioni, e ancora amare la persona che sono. E la risposta è sì.

Decido che San Valentino sarà la mia giornata per celebrare me stesso. Sarà la mia occasione per trattarmi con gentilezza, per concedermi il lusso di un po’ di auto-compassione. Andrò al cinema da solo, mangerò la mia pizza preferita e forse mi concederò anche un po’ di cioccolato.

Mentre cammino per le strade illuminate dalla luce delle lanterne, sorrido alle coppie che passano. Non sono più invidioso della loro felicità, perché so che anch’io ho qualcosa da celebrare. Ho la mia indipendenza, la mia libertà, e l’amore che provo per me stesso.

Entro in un caffè accogliente e mi siedo ad un tavolo con vista sul viale. Ordino il mio doppio ginseng e prendo un libro dalla mia borsa, non casualmente dal titolo “un giorno questo dolore ti sarà utile” (P. Cameron, ndr), lasciando che le parole mi trasportino in mondi lontani. Mi accorgo di non essere l’unico single in questo caffè. Ci sono altre persone come me, persone che hanno scelto di celebrare San Valentino in modo diverso, abbracciando la propria solitudine e amando se stesse.

E mentre mi godo il mio caffè e la mia lettura, mi rendo conto di una cosa importante: posso essere felice anche da solo. Non ho bisogno di un partner per completarmi, perché sono già completo così com’è. Ho i miei sogni, le mie passioni, le mie ambizioni. E ho me stesso, il mio migliore amico e compagno di vita.

Poi esco e con un sorriso immotivato stampato in viso, un po’ come le lettere sulle pagine del libro corro tra le strade illuminate.

Arrivo al cinema e mi siedo in poltrona, pronto per godermi qualche ora di evasione. Mentre il film inizia, mi lascio trasportare dalla trama e mi accorgo che sto ridendo, che sto sorridendo, che sto vivendo. E mi rendo conto che non ho bisogno di un partner per essere felice, perché ho già tutto ciò di cui ho bisogno dentro di me.

Quando esco dal cinema, la luna brilla alta nel cielo e sento un senso di pace avvolgermi. San Valentino può essere una giornata difficile per chi è single, ma può anche essere una giornata di rinascita, di auto-scoperta, di amore verso sé stessi.

Che poi single, io non posso ritenermi single perché non sono solo, ho tante persone che mi amano ma soprattutto ho me, qualcuno che malgrado gli alti e i bassi della vita, le scelte sbagliate e i momenti duri, so che non mi abbandonerà mai.

Torno a casa con il cuore leggero e la mente serena, consapevole che non sono solo, ma che ho sempre avuto me stesso. E mentre mi addormento questa notte, so che domani sarà un nuovo giorno pieno di possibilità, di speranza e di amore, anche se quello amoroso sarà solo per me stesso.

Prima di lasciarvi, un consiglio: riflettete su voi stessi, quanto amate gli altri ma in primis quanto amate voi stessi. Io l’ho fatto e vi assicuro che è tutta un’altra storia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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