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Erosione, niente scogliere prima dell’estate

Erosione, niente scogliere prima dell’estate

A confermato il delegato Moretti: «Progetto fermo per la Valutazione ambientale in Regione»

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LADISPOLI – «Non riusciremo con gli interventi prima di quest’estate». Le speranze si erano assottigliate con il passare dei giorni ma ora il consigliere comunale e delegato alle Aree protette del comune di Ladispoli, Filippo Moretti, certifica i ritardi relativi al progetto delle scogliere. «Ritardi non da addebitare al Comune» è stato sempre specificato in questi mesi dallo stesso delegato, ma per via di un iter burocratico complesso e lunghissimo. Una doccia fredda per la categoria dei balneari che attendeva con trepidazione delle novità. Nonostante, questo si sa, i finanziamenti della Regione Lazio contro l’erosione virtualmente sono stati concessi già anni fa. Insomma, il piano per difendere la costa del mare che avanza (anche lo scorso week end si sono registrati danni per colpa del maltempo) è fermo per l’autorizzazione di Valutazione impatto ambientale. «Parliamo di un’opera molto importante – specifica Moretti nella trasmissione radiofonica di Cmr – che prende tutta la costa ladispolana e dovrebbe mettere freno all’erosione. Poi a seguire prevediamo un ripascimento lungo il litorale. Può essere eseguito solo dopo aver realizzato le barriere altrimenti le onde si rimangiano la sabbia». Le scogliere sarebbero dovute essere realtà già da un bel pezzo.

Intanto tra pandemia, crisi energetica e rincari, il prezzo dei materiali per i cantieri è aumentato vertiginosamente e perciò si è creata la necessità di implementare il contributo economico di 6 milioni di euro. «Ci siamo già mossi con la Regione per questo – conferma il delegato alle Aree protette – per un ulteriore finanziamento. Le barriere soffolte sfiorano il pelo dell’acqua, da sopra non si vedono. E poi c’è bisogno del ripascimento che è un costo aggiuntivo. Parte della sabbia si può prendere alle foci dei due fossi. La sabbia nera è compatibile con quella che già c’è. Quella del 2003, di sabbia, spinta dalle correnti, ha creato l’arenile di Torre flavia, con il monumento che prima era in mezzo al mare. È un ambiente bellissimo, che ha alle spalle un’area naturalistica pregiata».

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