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Fsc, oltre 85mila ettari di boschi certificati in Italia a fine anno scorso

Cresce la superficie del patrimonio forestale italiano e delle filiere collegate, gestito secondo standard verificati dal sistema Forest Stewardship Council: sono 85.214 gli ettari di boschi certificati Fsc in Italia a fine 2023 (+4,4% rispetto ...

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Cresce la superficie del patrimonio forestale italiano e delle filiere collegate, gestito secondo standard verificati dal sistema Forest Stewardship Council: sono 85.214 gli ettari di boschi certificati Fsc in Italia a fine 2023 (+4,4% rispetto all’anno precedente), un’area corrispondente a 119.300 campi da calcio. E le realtà certificate sono passate da 26 a 28.

Non solo. Dopo l’avvio avvenuto nel 2018, oggi sono ben 16 in Italia (per un totale di 60.500 ettari di boschi) le realtà coinvolte nella valorizzazione dei servizi ecosistemici, ossia quelle funzioni naturali svolte dai boschi a supporto alla vita nel nostro pianeta: dallo stoccaggio del carbonio alla regolazione del ciclo dell’acqua, dalla preservazione della biodiversità e della fertilità del suolo ai servizi ricreativi. La verifica dei servizi ecosistemici si estende ad oggi sul 70% circa della superficie totale certificata in Italia.

Anche il 2023 ha registrato un aumento del numero di certificati di Catena di Custodia (+6,5%): ora in Italia sono 3.515 e comprendono oltre 4.500 siti produttivi. Il tasso di crescita è quasi raddoppiato rispetto al 2022 e che torna ad essere simile a quelli registrati nel 2020 e nel 2021. La Catena di Custodia garantisce la rintracciabilità dei materiali provenienti da foreste ben gestite, da fonti controllate, da materiali di recupero o da un insieme di queste fonti.

Il settore con l’incremento maggiore è quello del legno per costruzioni (361 certificazioni, +14% nel 2023), anche se l’aumento più rilevante per dimensioni riguarda il packaging (1.374 certificazioni, +8%), seguito dall’arredamento per interni ed esterni (690 certificazioni, +8,5%). In espansione, anche se ancora quantitativamente contenuto, è il settore del tessile: 169 le certificazioni a fine 2023, +7% e 22 nuovi certificati nell’ultimo anno, che vanno ad integrare ulteriormente le filiere italiane, attraverso l’uso di Man-made Cellulosic Fibers (Mmcfs) come viscosa, modal e lyocell certificate Fsc.

A fine 2023 sono 115 le aziende che hanno usufruito della licenza a scopo promozionale dei marchi Fsc tramite la sottoscrizione di un Promotional License Agreement (Pla): i nuovi contratti siglati sono 14, per un incremento a valore di oltre il 20% rispetto al 2022. Tra i settori più attivi nella promozione del proprio impegno in favore delle foreste si confermano l’agroalimentare, il retail, il parafarmaceutico e la cosmesi. L’interesse si conferma anche per il settore fashion e per le aziende che sostengono aree forestali certificate Fsc attraverso investimenti in servizi ecosistemici.

“La nostra certificazione – afferma Giuseppe Bonanno, direttore di Fsc Italia – è uno strumento riconosciuto ed apprezzato dal mercato: lo confermano studi condotti su aziende e consumatori, e lo riaffermano i numeri che raccogliamo annualmente. Dalle soluzioni per la gestione forestale responsabile, alla verifica e quantificazione dei servizi e dei benefici forestali, alle diverse filiere, Fsc è partner, in Italia come nel mondo, di gestori forestali, aziende e brand che ogni giorno decidono di impegnarsi a sostegno delle foreste e della biodiversità. È lavorando insieme a queste e molte altre realtà che possiamo creare le condizioni per un mondo con più foreste per tutti, per sempre”.

A livello globale, le foreste certificate Fsc sono 158 milioni di ettari, suddivisi in oltre 16.400 certificati.


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